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18/10/2012
 
INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE SAN MARINO CASSA DI RISPAMIO S.U.M.S., TITO MASI CELEBRAZIONI 130° ANNIVERSARIO DI FONDAZIONE DI CASSA DI RISPARMIO

Il 130° anniversario di fondazione di Cassa di Risparmio se, da un lato, rappresenta giustamente un momento di festa, dall’altro giunge in un momento di evidenti difficoltà per la nostra Banca e per l’intero Paese. E’ quindi opportuno che questa ricorrenza non si esaurisca in una celebrazione, che ha comunque una sua profonda ragion d’essere in quanto le storie importanti non possono essere dimenticate, ma costituisca anche l’occasione di una riflessione sul nostro passato, sulla situazione presente e sul futuro della Cassa di Risparmio. Le origini del nostro Istituto si collocano in un periodo di grande arretratezza sociale ed economica del nostro Paese, dove era ancora ampiamente praticata l’usura, nonostante la condanna della Chiesa, e dove, a fianco di un’economia monetaria, sussistevano ancora forme di baratto, come ci ricorda Menetto Bonelli nel suo libro sui pionieri dell’attività bancaria a San Marino. Di tale periodo vorrei ricordare, con un doveroso atto di omaggio, la lungimiranza ma anche il coraggio e la determinazione di quel gruppo di cittadini che diedero vita prima alla Società Unione e Mutuo Soccorso e poi, dopo pochi anni, alla Cassa di Risparmio. Ciò che è utile ricordare sono soprattutto le due anime che, fin dall’inizio della sua attività, caratterizzarono Cassa di Risparmio, in analogia a tutte le Casse di Risparmio ed alle Banche del Monte sorte al di là dei nostri confini nella prima metà dell’Ottocento: quella creditizia, legata quindi alla raccolta del risparmio ed al suo impiego, e quella volta alla filantropia , al mecenatismo sociale e culturale, alla mutua beneficenza. Da allora la Cassa di Risparmio non si è sottratta ad alcuno dei due compiti e non si può capire la sua storia se non si considerano entrambi i ruoli. Da quel 1° Gennaio del 1882, con un crescendo di consensi e di partecipazione, si sviluppò senza soluzione di continuità ed in una coerente progressione l’opera e l’azione di Cassa. Essa divenne un vero e proprio motore di sviluppo per l’economia della Repubblica, sostenendo le famiglie, le imprese e spesso lo Stato, ma anche un fattore di crescita civile, sociale e culturale. E tutto ciò in attuazione delle finalità originarie che ritroviamo nel manifesto costitutivo, dal quale emerge una chiara scelta di campo conseguente alla scelta dei valori presi a riferimento: la solidarietà e l’interesse collettivo che diventano preminenti rispetto alla logica del profitto. Per proseguire ancora più efficacemente e coerentemente i propri scopi di pubblico interesse il 29 Gennaio 1905 l’Istituto mutò radicalmente la propria struttura giuridica: furono liquidate le azioni fruttifere, detenute dalla S.U.M.S. ma anche da numerosi privati cittadini, e vennero emessi 150 certificati azionari a fondo perduto ed infruttiferi. Con il nuovo Statuto i Soci avevano il potere di eleggere gli Amministratori di Cassa, approvare i bilanci, adottare le decisioni più importanti ma non più di partecipare ai dividendi. Da allora gli utili vennero destinati per il 45% alla S.U.M.S. per le sue attività solidaristiche e filantropiche, per il 35% ai fondi patrimoniali e per il 20% alla beneficenza. Con tale decisione la Cassa perse la sua natura di Società per azioni per divenire una nuova figura giuridica, un Ente morale, che rimase tale fino alle deliberazioni adottate nel 2001 ( L. 1995 che presenta contenuti analoghi alla L. Amato del 1990). Si costituirono allora due distinti soggetti giuridici: la Fondazione, che rappresenta la continuità dell’Ente originario, e la Cassa di Risparmio S.p.A., nata per scorporo dalla stessa Fondazione che da allora ha detenuto (fino a poche settimane fa) il 100% del pacchetto azionario di Cassa (ora 95,20 % e 4,80% la S.U.M.S.). La Cassa continua a svolgere attività bancaria, secondo le regole in vigore per tutte le banche ed in regime di libera concorrenza. La Fondazione ha due compiti : 1) come Azionista Unico svolge un ruolo di controllo e di indirizzo sulla Banca, con l’esercizio dei compiti tipici della proprietà; 2) nella continuità con uno degli scopi originari di Cassa, persegue fini di interesse collettivo e di utilità sociale. Siamo di fronte ad una Fondazione privata che persegue finalità di pubblico interesse. Il ruolo pubblico è rafforzato dalla nomina del presidente ad opera del Consiglio Grande e Generale. Un Ente non profit, quindi, che si ispira ai principi della sussidiarietà e che opera nei settori dell’Arte, della Cultura, della Sanità Pubblica, della Promozione Sociale e del Territorio, nella Formazione, per il sostegno del Volontariato, delle numerose Associazioni in cui si articola la nostra vita sociale, dei Gruppi di giovani che con tante idee e pochi soldi vogliono contribuire (e di ciò li dobbiamo ringraziare) alla crescita civile e culturale di questa nostra comunità. Mi piacerebbe soffermarmi sulle singole, numerose e qualificate iniziative sostenute o promosse dalla Fondazione ma il tempo non lo consente. E’ sufficiente ricordare che in dieci anni sono stati investiti in queste attività oltre 10 milioni di euro provenienti dagli utili di Cassa di Risparmio, con i quali sono stati altresì alimentati i fondi di riserva della Fondazione e le iniziative della S.U.M.S. Questo utilizzo esclusivamente a fini di interesse pubblico dei dividendi di Cassa di Risparmio fa di Cassa di Risparmio una banca diversa rispetto alla maggior parte delle banche operanti sul territorio. Dal 1905 nessuna distribuzione di utili è avvenuta a favore di soggetti privati e credo che ciò meriti una particolare attenzione da parte dell’intera Comunità e delle Istituzioni pubbliche, tutte le Istituzioni Pubbliche. Non a caso il Consiglio Grande e Generale ha definito Cassa “patrimonio dell’intera comunità”. Ho parlato del 2001 e dell’atto di nascita della Fondazione. Non posso fare a meno di rilevare in tale nascita un vizio di origine, una evidente anomalia rispetto alle modalità di costituzione delle Fondazioni bancarie in Italia: a San Marino l’intero patrimonio di Cassa è stato conferito alla Società per Azioni, anche gli immobili, i libri, l’archivio storico e le opere d’arte (solo la proprietà di queste ultime e di una modesta partecipazione nella Silo Molino Forno sono state riacquisite dalla Fondazione durante il mio mandato). Quindi Cassa si è trovata con un patrimonio considerevole ed esuberante rispetto alle effettive necessità ed ai parametri di vigilanza; la Fondazione si è trovata con le azioni di Cassa ma senza alcun patrimonio, dopo avere rinunciato a quanto le apparteneva, ed è risultata la Fondazione più povera tra le 88 operanti nella penisola. Se allora fosse stata compiuta una scelta diversa (ma avrebbero dovuto essere diversi i rapporti di forza all’interno di Cassa e la visione del futuro), oggi la Fondazione non avrebbe dovuto ricorrere ad un prestito dallo Stato per finanziare l’aumento di capitale sociale di Cassa ma avrebbe utilizzato la proprie risorse, come avviene normalmente al di là dei nostri confini. Se quella che vi ho narrato per grandi linee è la storia del passato di Cassa di Risparmio, vi è anche una storia più recente e meno gratificante sulla quale dobbiamo soffermarci per non apparire reticenti e perché anch’essa fa parte della nostra storia e influenzerà il nostro futuro. Si tratta del’incidente di percorso più grave occorso a Cassa nei suoi 130 anni di vita. La data di inizio di questa seconda storia si colloca nei primi giorni del mese di Giugno dell’anno 2008 quando la Guardia di Finanza, su disposizione della Procura di Forlì, sequestrò un furgone portavalori che trasportava da Forlì alla Cassa di Risparmio di San Marino la somma di 2.600.000 euro in contanti. L’episodio non fu forse valutato in tutta la sua gravità e per le sue possibili conseguenze e così si giunse, nei primi giorni di Maggio dell’anno successivo, il 2009, all’azzeramento improvviso e traumatico, addirittura in diretta televisiva, dei vertici aziendali, con accuse pesanti che hanno messo in discussione l’operato, l’immagine e la reputazione dell’intera Cassa di Risparmio. Agli arresti dei vertici ed agli avvisi di garanzia a tanti altri, ha fatto seguito la gestione provvisoria del Gruppo Delta decretata da Banca d’Italia il 5 Maggio 2009 e la successiva amministrazione straordinaria commissariale iniziata il 27 Maggio con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze della Repubblica Italiana e con motivazioni che, invero, non ci hanno mai convinto. Da allora siamo stati oggetto di un’aggressione mediatica ma anche politica senza precedenti. Ogni giorno abbiamo assistito ad un nuovo pesante attacco con un accanimento inaudito sui quotidiani nazionali italiani, con argomenti spesso fantasiosi e privi di fondamento che hanno fatto emergere la chiara e caparbia volontà di soggetti diversi, che sembravano avere ed in effetti avevano obiettivi comuni, di mettere in difficoltà la Cassa, il sistema e l’intero Paese. Evidente è risultato l’intento di alimentare la sfiducia verso Cassa di Risparmio ma anche di screditare la Repubblica. All’inizio di tutto ciò si colloca l’iniziativa della Procura di Forlì che, come ho avuto modo di dire ai Procuratori Di Vizio e Forte, è risultata devastante, per le sue ripercussioni a livello umano, reputazionale e, non ultimo, economico, con la contabilizzazione di perdite enormi e la preoccupazione generata sulla tenuta di Cassa. Se ciò corrisponde a realtà, è altrettanto vero che sono stati commessi errori e compiute scelte sbagliate anche da parte di Cassa di Risparmio. Dobbiamo onestamente riconoscerlo. Ne cito una per tutte (in quanto l’elenco risulterebbe lungo e non è questa la sede per discuterne): le decisioni che hanno portato ad investire in Delta l’intera raccolta diretta di Cassa di Risparmio, pari a 2,7 miliardi di euro e, come se non bastasse, la decisione di rilasciare anche fidejussioni e lettere di patronage ad altre banche affinchè finanziassero il Gruppo. Con tale inaccettabile concentrazione del rischio in un unico soggetto, e ben poco rileva e cambia se è un soggetto partecipato, la Cassa si è allontanata dalla sana e prudente gestione e dai principi che avrebbero dovuto caratterizzare la sua attività ed è diventata esclusivamente uno strumento di Delta, dalla stessa controllata ed utilizzata per i propri interessi che spesso non coincidevano con quelli di Cassa. Purtroppo, a tali scelte, di cui sono responsabili alcuni amministratori che ricoprivano posizioni apicali, si sono aggiunti comportamenti deviati e devianti che hanno indotto Cassa e Fondazione a notificare diffide per una possibile azione di responsabilità nei confronti di alcuni ex amministratori ed a presentare in Tribunale un esposto penale nei confronti di due di essi. In conseguenza di tutto ciò, in questi ultimi tre anni, che corrispondono alla durata del mio mandato di Presidente della Fondazione, abbiamo dovuto affrontare difficoltà enormi, che sono risultate motivo di viva e continua preoccupazione. Ne ricordo tre, che, se non superate, avrebbero potuto essere fatali per Cassa di Risparmio: 1) i problemi di liquidità, accentuati dallo scudo fiscale; 2) le minacce di liquidazione coatta del Gruppo Delta da parte dei Commissari; 3) il rischio di sequestro da parte della Procura di Forlì dei crediti di Cassa nei confronti del Gruppo. Ma tutto ciò lo abbiamo lasciato alle spalle; si è giunti ad una stabilizzazione della situazione con l’Accordo intervenuto fra le Banche creditrici di Delta (un centinaio) ed i Commissari, omologato dal Tribunale di Bologna in via definitiva il 17 Febbraio del corrente anno. Abbiamo così voltato pagina e tirato un sospiro di sollievo, anche se vi sono ancora alcuni problemi aperti che non vogliamo sottacere e sui quali stiamo lavorando, anche se con maggiore serenità rispetto al passato: - la piena e ormai prossima attuazione dell’accordo Delta, in tutte le sue parti - la vicenda giudiziaria, che seguiamo con attenzione - alcune problematiche fiscali relative alle Società del Gruppo - il rafforzamento patrimoniale di Cassa che deve essere completato - i tempi e le modalità con cui terminerà nei prossimi mesi il commissariamento. Ma è già tempo di guardare al futuro. Anzi è da tempo che, contemporaneamente all’impegno per uscire dall’emergenza Delta, stiamo lavorando, dopo avere compiuto inevitabili scelte di discontinuità, per costruire il futuro di Cassa, anche attraverso la predisposizione di un piano strategico di rilancio e sviluppo della Banca. Il suo costante aggiornamento e la sua attuazione competono ora al nuovo Presidente di Cassa di Risparmio, Pietro Giacomini, al nuovo Consiglio di Amministrazione, costituito da persone di indubbia professionalità, al nuovo Direttore Generale, Paolo Borin, nei quali la Fondazione ha riposto la propria fiducia ed ai quali ha affidato le sorti della Banca. Siamo certi che, per uscire definitivamente ed in tempi brevi dalla bufera che ci ha investito e guardare con serenità al futuro, potranno contare sull’irrinunciabile sostegno del Governo e delle Pubbliche Istituzioni e sul supporto, altrettanto fondamentale, di Banca Centrale, che oltre alle funzioni di vigilanza ha anche compiti di salvaguardia e sviluppo del sistema. Per quanto riguarda la Fondazione, essa continuerà ad operare e vigilare affinchè la Banca rimanga saldamente nelle mani dei sammarinesi perché è un patrimonio della comunità al quale non possiamo rinunciare. Anche in presenza di un patrimonio netto fortemente ridimensionato, i due miliardi di euro di raccolta globale (la più alta della Repubblica), il miliardo e mezzo che deve rientrare da Delta e che farà di Cassa di Risparmio la Banca con maggiore liquidità ed elevatissima capacità di investimento, che potrà avere utilizzi diversi in base alle scelte che verranno compiute, la lunga e gloriosa storia che oggi celebriamo, un marchio prestigioso e, soprattutto, il rapporto con la clientela, costituita da oltre il 50% della popolazione, e la fiducia dei sammarinesi, che non è mai venuta meno, anche nei momenti più difficili, rappresentano un valore inestimabile che non potrà essere disperso o ceduto ad un Cavaliere Bianco che si presenti nelle vesti di un salvatore. Ipotesi che non vogliamo neppure prendere in considerazione. L’assetto societario che la Fondazione intende perseguire prevede la presenza di un’azionariato popolare diffuso, la permanenza, se lo riterrà opportuno, della S.U.M.S., l’auspicabile ingresso di un partner bancario o istituzionale qualificato ed esterno al sistema, e quindi non in concorrenza con Cassa di Risparmio, ed il mantenimento da parte della Fondazione di almeno il 51% del capitale sociale così come prevede una specifica norma di legge. Eccellentissimi Capitani Reggenti, Signori Segretari di Stato, graditi ospiti, giunto al termine del mio intervento, ma soprattutto giunto al termine del mandato affidatomi dal Consiglio Grande e Generale, pienamente consapevole che abbiamo superato le enormi difficoltà che ho descritto grazie all’impegno ed al concorso di tanti, Persone ed Istituzioni, alle quali siamo profondamente grati, desidero rivolgere un ringraziamento non solo doveroso ma anche particolarmente sentito agli amministratori, anche a coloro che non sono più nel Consiglio di Amministrazione di Cassa ma che hanno gestito una difficile fase di transizione, ai Dirigenti, ai Funzionari ed a tutti i dipendenti di Cassa di Risparmio che non hanno mai fatto venire meno il loro impegno ed hanno fattivamente collaborato alla soluzione dei problemi non ordinari che abbiamo dovuto affrontare. Certo di potere affermare che anche la Fondazione ha fatto la sua parte, rivolgo un caloroso ed affettuoso ringraziamento anche ai miei collaboratori ed ai membri del Consiglio di Amministrazione, che è stato chiamato ad assumere decisioni impegnative e difficili e lo ha fatto con equilibrio, senso di responsabilità e sempre attraverso una forte unità di intenti. L’auspicio che formulo è che Cassa di Risparmio, dopo 130 anni di vita e di presenza forte ed importante nella comunità sammarinese, possa guardare con fiducia, speranza ed ottimismo al suo futuro ed alla prosecuzione della sua missione. Dobbiamo tutti essere certi che la Cassa e la Fondazione, superata questa fase così impegnativa, riprenderanno il loro percorso guidate dalla finalità di sempre: il bene comune, della nostra amata Repubblica e dei suoi cittadini. Buon compleanno Cassa di Risparmio.
 

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